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Un osservatorio sottomarino per i terremoti
11.10.2002 | Segnalato da: Redazione Rete Sicilia

Terremoti, un osservatorio a 2100 metri sotto il mare.
Deposto alla profondità di 2105 metri nel mare Ionio, al largo di Catania, l'osservatorio SN-1 (Submarine Network-1).

PALERMO - L'intero sistema, che da poche ore ha cominciato a funzionare regolarmente, può essere considerato «figlio» di Geostar, il primo robot sottomarino, testato fra l'ottobre 2000 e marzo 2001 sui fondali di Ustica, dopo la presentazione al Centro «Ettore Majorana» di Erice. L'area scelta è nei pressi della struttura sismogenetica responsabile del disastroso terremoto del 1693. Il progetto, finanziato dal Gruppo Nazionale di Difesa dai Terremoti (GNDT), è coordinato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e si avvale di una partnership costituita da Università, Istituti di Ricerca italiani ed europei, nonchè dall'industria: Tecnomare-Eni (Italia) e ORCA (Francia).

L'Osservatorio SN-1, realizzato sfruttando le tecnologie di «Geostar», è equipaggiato con un sismometro larga banda, un gravimetro, un idrofono e strumentazione oceanografica. E' in grado di effettuare monitoraggi geofisici (sismici e vulcanologici) e ambientali e, opportunamente integrato con le reti a terra, contribuirà a migliorare le conoscenze sui fenomeni geofisici che interessano la Sicilia orientale. La base logistica della complessa operazione è stata il porto di Augusta dove ci si è avvalsi dell'ausilio del Moto Pontone «Mazzarò» della Società Gestione Pontoni s.r.l. di Augusta appositamente attrezzato.

Grazie ad un accordo di programma tra INGV e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'osservatorio SN-1 potrà beneficiare in futuro del collegamento a un cavo sottomarino che l'INFN ha già deposto per condurre un esperimento di rilevazione di neutrini di origine naturale. In questo modo SN-1, che attualmente è alimentato da batterie, riceverà l'energia necessaria al funzionamento direttamente da terra e potrà inviare, in tempo reale, i segnali acquisiti.

Fonte: quotidiano "La Sicilia"

 

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