
La rivoluzione
industriale e la conseguente esplosione demografica delle città, rendono
necessaria intorno alla metà dellOttocento la stesura di piani
regolatori che programmino la crescita urbana in modo organico, non
essendo più possibile consentire unespansione spontanea ed incontrollata
della città.
I piani urbanistici
dellOttocento prevedono un disegno urbano che si sviluppa secondo
uno schema regolare a scacchiera, a Barcellona come a New York.
Palermo non sfugge
a questa regola, infatti il piano urbanistico del 1885 delling.
Felice Giarrusso propone unespansione urbana intorno al centro
storico con tracciati viari ad angolo retto. Lo sviluppo più marcato
della nuova città si ha in direzione nord lungo lasse viario alberato
del viale della Libertà, già tracciato a partire dal 1848. Qui si svilupperanno
i quartieri della città borghese, qualificati da ville e ricercate architetture
liberty (molte delle quali purtroppo demolite).
Unaltra caratteristica
dei piani urbanistici ottocenteschi è costituita dagli "sventramenti"
operati nei centri storici: si creano cioè nuove strade, attuando demolizioni
spesso indiscriminate nel tessuto antico delle città. A Palermo nasce
con questo sistema la via Roma, una strada che serviva a creare un collegamento
tra la stazione ferroviaria, la città nuova ed il porto. Tale sventramento,
previsto dal piano Giarrusso -non era il solo ma fu l'unico realizzato-,
portò alla demolizione di chiese, palazzi, stravolgendo antiche piazze
e interi quartieri; tuttavia allepoca fu ritenuto un intervento
di risanamento delle vecchie, malsane aree della città antica. In realtà
il Boulevard di via Roma non servì a risanare il centro storico bensì
a creare un attraversamento veloce dello stesso, nascondendo con pretenziose
facciate le vecchie, fatiscenti costruzioni ormai destinate ad essere
abbandonate dai ceti medio ed alto borghesi.
LE
IMMAGINI
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