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VILLINO IDA ED ERNESTO BASILE

La residenza di Ernesto Basile:
IL PROGETTO


Prospetto

Progettato e realizzato da E. Basile, il villino prende nome da Ida Negrini di Novara, moglie dell’architetto che qui risiederà con la famiglia fino al 1932.

Costruito fra il 1903 ed il 1904 e parzialmente modificato nel 1912 dallo stesso progettista, è da considerare tra le opere più pregevoli del liberty italiano; opinione questa condivisa fra gli altri da B. Zevi, che definisce i villini Ida e Fassini i "due più puri gioielli" del Basile ed espressione del suo "momento più creativo". In queste opere infatti il suo linguaggio architettonico, pur mantenendo le tracce di quella "memoria creativa" che gli deriva dallo studio del Medio Evo e specificatamente dell’architettura arabo-normanna e di quella gotico-catalana del '400 e '500 siciliano e soprattutto di M. Carnilivari, si collega più direttamente alle contemporanee realizzazioni europee del Modernismo e si pone in sintonia con le esperienze dell’area franco-belga, con la lezione di Otto Wagner e degli esponenti della Secessione viennese. Dalla convergenza di queste esperienze trae origine la formulazione di quel "modernismo mediterraneo" che caratterizza la sua produzione più matura.

Il sito scelto per l’edificio è inserito nei nuovi quartieri che tra la fine dell’'800 ed i primi del '900 sorgono a Palermo intorno al viale della Libertà. La zonizzazione a scacchiera prevista dal piano Giarrusso, è stata imposta all’urbanizzazione di queste aree ed in particolare attuata nel rione Villafranca, all’interno del quale si colloca il villino, che è sorto nella fascia compresa tra via Libertà e via Spaccaforno-Villafranca e tra le piazze Politeama-Castelnuovo e delle Croci, già occupata nel 1891-92 dalle strutture effimere della Grande Esposizione Nazionale, progettate dallo stesso Basile e che lo hanno reso noto al grande pubblico.

La costruzione si configura in un volume compatto che si addensa in un angolo del lotto, con due prospetti allineati al filo stradale di via Villafranca e via Siracusa. Nel rimanente terreno alle sue spalle era ricavata una superficie verde poco estesa, dall’impianto apparentemente libero e naturale ma ben studiato, rinfrescata dall’acqua di due vasche, pensata dall’architetto come un’intima oasi che le barriere della recinzione e della stessa casa isolavano dai rumori e dal viavai della città. Oggi però un moderno edificio a diversi piani, uno dei tanti che hanno preso il posto dell’originaria edilizia a palazzine e ville, cambiando radicalmente l’immagine della zona, occupa l’area di quel giardino di cui solo qualche disegno del Basile ci tramanda la nostalgica memoria.

L’edificio a tre livelli è razionalmente concepito in rapporto alle esigenze dei diversi componenti della famiglia: "mamma" -la moglie Ida-, "Clara", "Filippo" -i figli- annota amorevolmente l’architetto sulla pianta delle camere da letto, che con i loro annessi prendono posto al primo piano; la cifra "B" sull’elaborato planimetrico destina invece a studio professionale buona parte del seminterrato; mentre al piano sopraelevato si organizza la sequenza delle stanze di soggiorno e di rappresentanza e tra queste la sala da pranzo, il focolare presso il quale si riunisce la famiglia, il cuore della casa cui il Basile dedica particolari cure.

Lo studio della distribuzione dei diversi ambienti costituisce la prima fase progettuale per l’architetto, egli stesso infatti, ci informa di procedere "pensando dapprima all’ordinamento interno per le comodità dell’uso, poi alla costruzione, infine all’ornato, che deve essere logica conseguenza dell’ordinamento e della struttura, non affermato preventivamente con preconcetti di stile o di speciali partiti estetici".

IMMAGINI DEL PROGETTO

 

Introduzione
Il Modernismo | Palermo liberty | E. Basile
Dal "firriato" al rione Villafranca | L'urbanistica ottocentesca
Villino Ida
Il progetto - L'esterno - L'interno - Oggi

 

 
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