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VILLINO IDA ED ERNESTO BASILE

La residenza di Ernesto Basile:
L'INTERNO


Hall

Varcata la soglia d’ingresso, l’intensa luminosità delle facciate si smorza appena nella penombra della hall, un ambiente semiaperto che smista i percorsi interni, conducendo direttamente allo studio, al giardino, alla casa. In perfetta armonia e continuità con l’esterno, presenta una struttura essenziale, in cui appare esplicito il riferimento alla Secessione viennese ed a Otto Wagner, impreziosita ed illuminata dal rivestimento di piastrelle in vetro acquamarina, con una bordura policroma ad inserti d’oro.

I tre livelli interni sono collegati da due vani scala.

La distribuzione degli ambienti segue un impianto rigorosamente ortogonale.

I soffitti variano in rapporto alla funzione degli spazi: rivestiti in mogano a cassettoni nella sala da pranzo ed in quelle di soggiorno, a volte (a schifo o a vela) nelle altre stanze, solai a voltine negli ambienti di transito.

Pareti e soffitti sono ravvivati da decori pittorici a motivi floreali. Particolarmente elaborato appare quello della "saletta da fumo" al piano rialzato, dalle superfici levigate, trattate ad encausto, dove i motivi vegetali, rigidamente stilizzati e monocromi nelle pareti, assumono forme più esuberanti e naturalistiche sulla volta. Originale è poi la semplice cornice della stanza degli ospiti al piano superiore, nella quale appare ripetutamente l’immagine della lucertola, interpretata da Pirrone come un omaggio al Serpotta, di cui il Basile pubblica uno studio monografico nel 1911 e che di fatti sigla con questo motivo, la "serpe", gli stucchi dell’oratorio del Rosario in S. Domenico a Palermo.

Nella sala da pranzo infine notiamo il disegno del pavimento in lastre di marmo, che riproduce in diagonale una svastica: simbolo jainico della fortuna di matrice orientale, recepito nell’area mediterranea e presente anche in una pavimentazione di Solunto. Una nicchia per la stufa, rivestita da curvilinei scatolari in vetrocemento, rendeva più "calda" l’atmosfera della sala. Gli arredi che la completavano, oggi non più presenti, erano caratterizzati dal rigoroso taglio geometrico e da discreti intagli a motivi marini (polpi e granchi). Anch’essi disegnati dall’architetto, i mobili erano realizzati nel 1906 dalla ditta Ducrot, con la quale Basile tenne un proficuo rapporto di collaborazione.

LE IMMAGINI DEGLI INTERNI

 

Introduzione
Il Modernismo | Palermo liberty | E. Basile
Dal "firriato" al rione Villafranca | L'urbanistica ottocentesca
Villino Ida
Il progetto - L'esterno - L'interno - Oggi

 

 
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