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VILLINO IDA ED ERNESTO BASILE

La residenza di Ernesto Basile:
L'ESTERNO


Foto d'epoca

La semplice e nitida volumetria esterna è evidenziata dall’intonaco bianco, che riveste le facciate al di sopra del basamento in mattoni orlato di pietra. La superficie intonacata è inizialmente liscia e continua, ma a partire dal livello del solaio del piano rialzato si articola in un raffinato gioco di lievi rientranze e sporgenze, che definiscono i pannelli in cui si inseriscono le finestre, ed i pilastri, nei quali P. Portoghesi riconosce "un’eco di S. Maria della Catena, il monumento chiave di tutta la memoria basiliana"; pilastri che si susseguono ad intervalli ritmici e proseguono in alto per un breve tratto al di là della linea di coronamento. Qui la scansione dei prospetti in pannelli è ancora sottolineata da leggere cornici e dal motivo a "nastro passante" suggerito da una fascia di piastrelle policrome a decori floreali stilizzati, disegnate da Basile e prodotte dalla manifattura Florio. A margine dei pilastri l’elemento floreale si ripropone plasticamente, modellato nell’intonaco dai fratelli Li Vigni: qui è riconoscibile l’ispirazione al fiore di cappero, ricorrente nelle realizzazioni basiliane. Piastrelle policrome più semplici e sottili lastre di pietra sorrette da flessuose mensole in ferro battuto sovrastano le persiane che, con la loro tinta verde scuro ed esili bordi rossi, costituiscono la nota cromatica più forte delle facciate.

Il ruolo di fulcro nell’impaginazione complessiva dei paramenti esterni è affidato all’angolo, rispetto al quale i due prospetti impostano una serie di simmetriche rispondenze. Esso è sottolineato fin da terra dalla fila di bugne in pietra che oltrepassa l’altezza del basamento, tendendo a collegarsi al balcone; questo è sorretto da mensole piuttosto ravvicinate, decorate con motivi a rilievo analoghi a quelli dei pilastri, dotato di un’elegante ringhiera e di un’originale corona in ferro battuto, anch’esse arricchite da elementi vegetali.

Se nel prospetto su via Villafranca l’elemento emergente è costituito dal torricino (anch’esso ricorrente, variamente interpretato, nei progetti del Basile) che conduce alla terrazza, nel quale si inserisce la sequenza delle aperture gradualmente più ampie dal basso verso l’alto, la facciata di via Siracusa è caratterizzata dal portale d’ingresso, il cui disegno è impostato sul sistema dei "nastri tesi" nel quale si inseriscono ancora decori plastici con il motivo del fiore di cappero e la sibillina iscrizione a mosaico "DISPAR ET UNUM", sovrastante la data di realizzazione, 1904. La sua interpretazione è, come osserva G. Pirrone, variamente ipotizzabile in riferimento a vari contesti (la famiglia, l’architettura, l’universale armonia,...) ma, pur proponendola quasi come un motto araldico, Basile non ci fornisce indizi utili alla sua decodifica.

LE IMMAGINI DELL'ESTERNO

 

Introduzione
Il Modernismo | Palermo liberty | E. Basile
Dal "firriato" al rione Villafranca | L'urbanistica ottocentesca
Villino Ida
Il progetto - L'esterno - L'interno - Oggi

 

 
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