
La semplice e nitida
volumetria esterna è evidenziata dallintonaco bianco, che riveste
le facciate al di sopra del basamento in mattoni orlato di pietra. La
superficie intonacata è inizialmente liscia e continua, ma a partire
dal livello del solaio del piano rialzato si articola in un raffinato
gioco di lievi rientranze e sporgenze, che definiscono i pannelli in
cui si inseriscono le finestre, ed i pilastri, nei quali P. Portoghesi
riconosce "uneco di S. Maria della Catena, il monumento chiave
di tutta la memoria basiliana"; pilastri che si susseguono ad intervalli
ritmici e proseguono in alto per un breve tratto al di là della linea
di coronamento. Qui la scansione dei prospetti in pannelli è ancora
sottolineata da leggere cornici e dal motivo a "nastro passante"
suggerito da una fascia di piastrelle policrome a decori floreali stilizzati,
disegnate da Basile e prodotte dalla manifattura Florio. A margine dei
pilastri lelemento floreale si ripropone plasticamente, modellato
nellintonaco dai fratelli Li Vigni: qui è riconoscibile lispirazione
al fiore di cappero, ricorrente nelle realizzazioni basiliane. Piastrelle
policrome più semplici e sottili lastre di pietra sorrette da flessuose
mensole in ferro battuto sovrastano le persiane che, con la loro tinta
verde scuro ed esili bordi rossi, costituiscono la nota cromatica più
forte delle facciate.
Il ruolo di fulcro
nellimpaginazione complessiva dei paramenti esterni è affidato
allangolo, rispetto al quale i due prospetti impostano una serie
di simmetriche rispondenze. Esso è sottolineato fin da terra dalla fila
di bugne in pietra che oltrepassa laltezza del basamento, tendendo
a collegarsi al balcone; questo è sorretto da mensole piuttosto ravvicinate,
decorate con motivi a rilievo analoghi a quelli dei pilastri, dotato
di unelegante ringhiera e di unoriginale corona in ferro
battuto, anchesse arricchite da elementi vegetali.
Se nel prospetto
su via Villafranca lelemento emergente è costituito dal torricino
(anchesso ricorrente, variamente interpretato, nei progetti del
Basile) che conduce alla terrazza, nel quale si inserisce la sequenza
delle aperture gradualmente più ampie dal basso verso lalto, la
facciata di via Siracusa è caratterizzata dal portale dingresso,
il cui disegno è impostato sul sistema dei "nastri tesi" nel
quale si inseriscono ancora decori plastici con il motivo del fiore
di cappero e la sibillina iscrizione a mosaico "DISPAR ET UNUM",
sovrastante la data di realizzazione, 1904. La sua interpretazione è,
come osserva G. Pirrone, variamente ipotizzabile in riferimento a vari
contesti (la famiglia, larchitettura, luniversale armonia,...)
ma, pur proponendola quasi come un motto araldico, Basile non ci fornisce
indizi utili alla sua decodifica.
LE
IMMAGINI DELL'ESTERNO
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