
Esponente di primo
piano del Modernismo internazionale, E. Basile (Palermo 1857-1932) si
laurea in architettura nel 1878, trovando già nella figura del padre
G.B. Filippo, architetto di larga fama e progettista tra laltro
del teatro Massimo di Palermo, un alto insegnamento culturale e professionale.
Dal 1881 al 1890 è a Roma, dove farà ritorno più volte per incarichi
progettuali tra cui quello del Palazzo di Montecitorio (1902-18).
Basile sviluppa
il proprio linguaggio artistico partendo da un profonda esperienza dellarchitettura
siciliana dei vari secoli e dalla conoscenza delle più aggiornate sperimentazioni
artistiche dellEuropa del tempo.
In una prima fase
egli si muove in ambito storicista (completamento degli interni del
Teatro Massimo; Padiglioni dellEsposizione Nazionale di Palermo
1891-92, in stile arabo-normanno; Palazzo Francavilla, 1893, in stile
neo-rinascimento), ma già nella Villa Bordonaro alle Croci (1893), nonostante
il richiamo stilistico al rinascimento, la libertà compositiva della
planimetria e larticolazione dei volumi intorno alla torre esprimono
le nuove istanze dellart nouveau. Abbandonate così le volumetrie
bloccate dellarchitettura ottocentesca e trovata la vena liberty,
nascono a Palermo capolavori quali Villino Florio e Villa Igiea, entrambi
realizzati per i Florio alle soglie del nuovo secolo, e ancora Palazzo
Utveggio (1901), Villino Ida (1904), lo Stand Florio per il tiro al
piccione (1906), Villino Lentini a Mondello (1910), la Cassa di Risparmio
in piazza Borsa (1912), il Monumento commemorativo in piazza Vittorio
Veneto (1911-31), il Palazzo delle Assicurazioni Generali Venezia (1913),
il Kursaal Biondo (1913), lampliamento del Villino Favaloro (1914),
il Chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo (1916).
Tra le opere più
tarde ricordiamo lIstituto provinciale antitubercolare (1920),
le case popolari di via A. Volta (1923), Villino Gregorietti a Mondello
(1924), la Chiesa di S. Rosalia in via Marchese Ugo (1928).
Capolavori quali
il Villino Fassini (1903), Villino Deliella (1905) e Villino Ugo (1908)
sono stati distrutti nel dopoguerra.
Basile ha operato
spesso anche fuori Palermo: in Sicilia ricordiamo il Teatro di Canicattì
(1899), il Municipio di Licata (1904), Palazzo Bruno di Belmonte a Spaccaforno
(1906), Palazzo Manganelli a Catania (1907), la Centrale elettrica di
Caltagirone (1907), la Cappella Ciuppa nel cimitero di S. Agata di Militino,
gli edifici della Cassa di Risparmio di Trapani (1918) e Messina (1926-27);
oltre lo Stretto troviamo a Roma, oltre il Palazzo Montecitorio, le
palazzine Vanoni (1902) e Rudinì (1903) ed a Reggio Calabria il Palazzo
Municipale (1914).
La capacità imprenditoriale
di Vittorio Ducrot unita alla progettualità di Ernesto Basile hanno
dato vita ad una produzione di arredi che, presentati nelle esposizioni
internazionali di Torino (1902), Venezia (1903), Milano (1906), costituiranno
un fenomeno di design davanguardia, registrato dalle riviste di
arredamento di mezza Europa. Basile infatti, non solo progetta sin nei
minimi dettagli gli arredi delle sue case, ma insieme a Ducrot prevede
la realizzazione di mobili da produrre in serie, quindi con linee particolarmente
essenziali, come i famosi mobili dello studio, non privi tuttavia di
una certa ricercatezza ed eleganza.
LE
IMMAGINI DELLE OPERE E DEI FAMILIARI
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