di Mariano Carbonetti Un viaggio nella Sicilia di ieri per scoprire l'origine di termini ancora oggi usati nella tradizione culinaria.
La casa dei "Viddani" e le prime cucine
Spesso costituita da materiale povero e semplice: pali, fronde e paglia. I pali formano lo scheletro, le fronde e la paglia la copertura, la forma può essere circolare o quadrangolare.
Un tempo i "Pagghiai", venivano usati come abitazioni permanenti ed esistevano interi villaggi formati da queste costruzioni eredità degli insediamenti dei siculi e dei sicani. La struttura del pagliaio cambia quando viene aggiunto un basamento di pietra che divide il tetto dal suolo. Inizia così la costruzione in pietra della casa rurale, alzando il muro della capanna, sostituendo con la pietra tutta la struttura dei pali e fronde , coprendo il tetto con delle tegole,nasce la tipica casa rurale" monocellulare".
Immancabile la "nnicchia" con le immagini sacre, fanali ed altri piccoli oggetti che delineano la caratteristica semplicità della casa dei "Viddani".
Diversa la casa dei "BURGISI" ossia i coltivatori in proprio, più ampia più decorosa e più complessa, rappresentando condizioni socio-economiche ben differenti.
Nei "Pagghiai" la cucina è costituita da un semplice focolare, che consente di cucinare al riparo ,dal focolare del pagliaio, nascono adesso le varie forme del "BRACIERE", "U CUFULARU" è costruito con un impasto di fango e di terra ed è di forma quadrata.
Nelle altre abitazioni la cucina è posta sulla destra all'ingresso ed è costituita da fornelli in muratura coperti spesso da piastre circolari di terracotta utilizzati a fine cottura per evitare il disperdersi del calore.
Le stoviglie anch'esse in materiale povero "terracotta" sono riposte su di alcune mensole che abbelliscono spesso la zona cottura.
Gli utensili assumono un importanza fondamentale per la tavola e i loro nomi risuonano incontrastati in ogni casa:
- Cazzalora (tegame con manico)
- Scutedda (ciotola)
- Furnacedda (fornello)
- Sculapasta (in terracotta)
- Furnacedda di crita e pagghia (fornello di creta epaglia - originaria del XIX sec.)
- Ogghialoru (oliera usata a tavola durante i pasti)
Abbastanza usato il boccale o "CANNATA" che si trova presente in svariate forme e dimensioni.
Esiste un tipo di boccale chiamato "CANNATA CU LU NNGANNU" per la burla che si può fare a chi non conosce il modo di bere, essendo una semplice brocca con dei buchi laterali in prossimità dell'orlo che impediscono il tradizionale uso .
Altri tipi di brocche sono:
- U BUMMULU (il fiasco )
- A QUARTARA (la brocca classica a due manici)
- A CANNATEDDA (il boccale piccolo).
Spesso fabbricate in ceramica trovano la loro massima bellezza in quelle prodotte a S. Stefano di Camastra.
La fabbricazione della "CERAMICA A TESTA UMANA" si ritrova già in epoca antica e più precisamente in epoca borbonica.
Gli artigiani siciliani, infatti, continuarono a modellare i loro oggetti alla "GIACOBINA", cioè secondo quella moda francese, che il Re Ferdinando di Borbone, aveva vietato per combattere il "GIACOBINISMO".
Erano state infatti vietate certe mode di portare barbette deformanti la fisionomia umana, berretti e certi strani modi di coprirsi la fronte con i propri capelli.
Proprio questi strani modi di portare barbette e di coprirsi la fronte, le ritroviamo ancor'oggi nei fiaschi a testa umana detti "FIASCHI BORBONICI".
La religiosità , tra l'altro molto sentita tra la gente imponeva anche l'uso di oggetti sacri che propiziavano la buona salute domestica, uno di questi oggetti era senza dubbio l'acquasantiera, che in base alla possibilità delle famiglie assumeva dimensioni e bellezze diverse.
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