Verso la meta' dell'XI secolo alla fine di un periodo di lotte tra signori arabi, uno di questi chiese l'intervento dei Normanni, già' insediati nell'Italia meridionale. Inizio' cosi' la dominazione normanna (1060-1195).
Va precisato che i Normanni (North-man uomo del nord) erano venuti a gruppi. Fra questi si era distinto per il numero e per l'abilita' di chi lo conduceva, il gruppo guidato dalla famiglia degli Altavilla: di questa famiglia facevano parte due fratelli: Roberto il Guiscardo e Ruggero.
Roberto il Guiscardo, opero' nell'Italia meridionale e formo' il ducato di Puglia e di Calabria. Ruggero conquistata tutta la Sicilia costituì' la "Contea di Sicilia" con l'appoggio dei papi, che attribuirono ai prìncipi normanni il titolo di legati apostolici.
Alla morte di Ruggero nel 1130, gli succedette il figlio Ruggero II che uni' la Sicilia ai possessi normanni dell'Italia meridionale (poiché' si era estinta la dinastia di Roberto il Guiscardo), ottenendo il titolo di Re di Sicilia e di Puglia.
Ruggero II riorganizzo' amministrativamente l'isola dandole un saldo potere centrale e facendone il fulcro della potenza mediterranea della stirpe normanna. Fondo' un regno assai prospero riuscendo con una saggia tolleranza religiosa a conciliare l'elemento arabo con quello cristiano.
Da allora il regno normanno di Sicilia ebbe parte di primo piano sia nei conflitti tra il papato e l'Impero, appoggiando la causa guelfa, sia nelle vicende mediterranee e nella lotta contro i Turchi. A Ruggero II successe la figlia Costanza, andata in sposa nel 1186 a Enrico VI figlio di Federico Barbarossa.
Nel 1190 Enrico VI si trovo', alla morte del padre, imperatore del Sacro Impero Germanico (Regno di Germania e Regno d'Italia) e Re di Sicilia. Con lui ebbe inizio il periodo svevo, durante il quale la Sicilia fu al centro delle trame politiche e diplomatiche dell'Europa.
Egli aveva ereditato i grandi progetti del padre, ma non ebbe tempo di avviarne l'esecuzione perché dopo pochi anni di regno mori' a Messina. Assunse la reggenza dell'Impero la Regina Costanza, ma poco dopo mori' anche lei, dopo aver affidato la reggenza del Regno e la protezione del figlio al papa Innocenzo III.
Sotto Federico II (1197-1250), formatosi culturalmente in Sicilia, l'isola raggiunse il punto forse proprio più alto della propria potenza, diventando per certi versi un modello di Stato assoluto ben organizzato e centralizzato quanto al sistema di governo, ma altamente tollerante in fatto di rapporti etnici e religiosi, ciò rese possibile la pacifica convivenza dei gruppi latini, normanni, tedeschi, arabi e greci che nel corso dei secoli si erano insidiati nell'isola.
Spirito tollerante e colto Federico II fece della sua corte di Palermo un ritrovo di scienziati europei ed arabi.
In questo periodo in Sicilia si parlavano tre lingue, portatrici delle tre civiltà che l'avevano dominata: Greca, Araba, Latina, tanto che Palermo e' detta "Urbs felix, populi dotata trilingui" (Pietro da Eboli); oltre queste lingue si vide spuntare il primo germe del "volgare eloquio" e la città' divenne la culla della lingua italiana.
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