Sebbene i Romani legassero la loro origine alla Sicilia (in quanto, secondo Virgilio, il troiano Enea, prima di giungere sulle coste del Lazio qui sarebbe approdato, e qui avrebbe sacrificato agli dei), l'isola subì, sotto il comando di pretori come Verre, un periodo di sfruttamento e di rivolte di schiavi.
Nemmeno edifici sacri quali il tempio di Demetra ad Enna o il tempio di Venere sul promontorio di Erice sfuggirono al saccheggio. Benché danneggiata dalle due guerre servili la Sicilia fu assai prospera sia durante l'età repubblicana, quando fu importantissima come granaio di Roma, sia durante l'impero quando godette della cittadinanza latina accordatale da Cesare.
Fu proprio nella tarda età imperiale che vennero eretti i teatri romani di Catania, e Taormina e le ville lussuose che si trovano a Piazza Armerina, Montagnareale, S.Biagio.
I romani lasciarono il ricordo della loro dominazione nelle strade (Tabula Pentigeriana), che create inizialmente per scopi militari, per spostare rapidamente le legioni, vennero usate anche per il commercio e i viaggi. Lungo le strade, a circa 20km. l'uno dall'altro, vi erano alberghi per ristorarsi, passare la notte, ripararsi dalle intemperie, riparare gli animali. Vengono ricordati anche per le coltivazioni: piantarono in grande abbondanza ulivi, fichi, viti che davano un vino eccellente.
All'epoca delle invasioni barbariche la Sicilia fu investita dai Vandali (468 d.C.), e quindi occupata dai Goti (Teodorico 491 d.C.) cui la tolsero i Bizantini di Giustiniano che durante le guerre gotiche in Italia fecero dell'isola la loro base principale.
Il predominio bizantino durò ininterrottamente per tre secoli e mezzo (meta' VI secolo IX sec.) e non fu favorevole all'isola, sottoposta ad una dura dittatura militare e a un intenso sfruttamento delle risorse.
|