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‘U ma’ paisi - comu ‘u pani d’a mammuzza
Raccolta di poesie di Angelo Di Dio.
Bonfirraro Editore.

Le composizioni poetiche di Angelo Di Dio si innestano nel filone della “poesia dialettale”, che nel Novecento raggiunge risultati molto alti attraverso l’opera di poeti come Ignazio Buttitta, Albino Pierro e più recentemente Franco Loi e Dante Maffìa. Questa poesia, radicata per lo più in orizzonti “provinciali”, cerca una rappresentazione della vita locale e offre la possibilità di dire ed esprimere sentimenti autentici e naturali.

Alla vita barrese di una volta è tutta rivolta la poesia di Angelo Di Dio, il quale, con il suo vernacolo ormai in disuso, cerca un modo di resistenza alle sconvolgenti trasformazioni che nel mondo stanno avvenendo.

C’è la difesa di uno spazio estraneo all’invasione della modernità, ma anche la ricerca e il recupero di una realtà originaria e pura, di una freschezza autentica, ormai prossima a dissolversi per sempre. L’autore attraverso il vernacolo barrese ha la possibilità di nominare cose di una vita ed esperienze passate, che nella lingua vera e propria non appaiono più dicibili, sia per il peso della tradizione e della ricerca letteraria, sia per il progressivo degradarsi del parlare comune, per il suo consumarsi nella nuova comunicazione pubblicitaria e postmoderna.

Nelle poesie di Angelo Di Dio rivive un mondo che non c’è più, vagheggiato, rimpianto e trasfigurato dal ricordo, con i suoi personaggi, i suoi oggetti, la sua luminosità, il suo miscuglio di cose e di atmosfere.

Tramite la dolcezza melodica, che si svolge in singolare accordo con l’arcadicità del vernacolo, si affacciano le tracce del mondo familiare dell’autore con i suoi affetti più cari (A mia moglie, A mia moglie anniversario, A mia nipote Giulia, A mio nipote Alessio, A ma’ matri), le varie sfaccettature dell’amore e le schermaglie amorose della gioventù (Amuri amuri, ’A fuitina, Sciatu di l’arma mia), la celebrazione della sua terra e del suo paese (Sicilia mia, ’U ma’ paisi, ’A funtanella, Natali, ’U pani da’ mammuzza).

Al rimpianto per il periodo trascorso, si associa la consapevolezza del fluire inesorabile del tempo che cancella il mondo innocente e puro del passato per far posto al “progresso” odierno: Gira lu munnu, comu na rota e nenti resta cchiù comu ’na vota.

In uno spazio felice, come fuori del tempo, rivivono ritratti (’A zanna, ’A curtigghiara, ’A smurfiusa, ’U vanniaturi, Soggira e nora), macchiette indimenticabili (L’onorevuli, L’usuraiu, ’U mafiusu) e sono presentati i più scottanti temi politici e sociali: (’A pulitica, ’A sanatoria, Berlusconi e li tasci, ’U divorziu, ’A droga); ma su tutto aleggia la figura dell’autore con la sua ironia delicata e bonaria, la quale è il segno di una saggezza che sa avvertire come le cose ritornino su stesse, e che invita a capire come ci siano sempre molte cose che sfuggono al linguaggio e all’esperienza: Angelo Di Dio con la sua ironia e la sua saggezza suggerisce ai lettori che il tempo passato, nonostante i miraggi del futuro, è è sempre il migliore.

Dall'introduzione al libro - Bonfirraro Editore

AUTORE: Angelo Di Dio
TITOLO: ‘U ma’ paisi - comu ‘u pani d’a mammuzza
PAGINE: 120
FORMATO: cm 14x21
PREZZO COPERTINA: 8,95 euro
SPESE POSTALI: a secondo del peso. 
Minimo 2,00 euro

Per informazioni scrivere all'editore: bonfirraroeditore@virgilio.it

 


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