Arch. Michele Palamara
Alcuni giorni fa, trovandomi a Taormina, a passeggiare per il vecchio quartiere arabo Cuseni, nei pressi di Porta Catania, mi ricordai di quanto appreso, tempo fa, da alcuni scritti di Dillon, l'autore del restauro di Palazzo Corvaja, sull'antica cattedrale di Taormina.
Egli, a metà degli anni 40, a quanto ricordavo, aveva liberato dalle superfetazioni e ripulito quella che sino al secolo XV, il secolo della crescita del borgo spagnolo di Taormina, era stata la Cattedrale di Taormina.
Chiesi ad alcune persone, ma nessuno mi seppe dare notizie. Finalmente in Via Apollo Arcageta vengo colpito da una chiesetta un pò malandata, dall'aspetto fiero, che mi riporta in mente architetture non lontante, e allora, solo allora, mi rendo conto di avere trovato l'antico Duomo taorminese.
Una chiesetta arabo-normanna dal bell'effetto pittorico ottenuto dall'accostamento di materiali poveri, esattamente come nelle tante chiesette basiliane fatte costruire da Ruggero nella Val Demone, uno strano nartece, quasi come quello di San Pietro e Paolo a Casalvecchio, porta e finestrella araba murata, e il classico portaletto, molto in uso a Taormina in tutte le epoche, con le mensolette di raccordo fra stipiti e architrave.
Attaccata alla chiesa l'AUSL di Taormina, ora in fase di restauro, e nessun cartello ad indicare quanto meno il nome di questa Chiesa, San Francesco di Paola.
Dai disegni di Armando Dillon e da alcune foto più recenti è possibile farne anche una ricostruzione interna, dato che non son potuto ancora entrarvi. La pianta è a sala unica con accesso dal piccolo nartece ed ha abside rettangolare. Dillon aveva intuito ma non liberato quella che poi si è rivelata una specie di navata laterale sinistra separata da colonne probabilmente sottratte al teatro. La cappella appena si entra a destra, secondo Dillon in origine coperta a crociera, è stata coperta da solaio ligneo negli ultimi restauri, e presenta un bel portale gotico catalano in pietra di Siracusa. Altrettanto interessante è l'ultima cappella a sinistra prima dell'abside. Ha un disegno gotico cistercense, quindi svevo, nella sua grande arcata poggiante su bassi pilastri e nella grande volta a crociera dai grossi e possenti costoloni.
Della presenza di una chiesetta bizantina non è stato ancora possibile trovarne traccia, ma già questi elementi mostrano una stratificazione di elementi architettonici che vanno dal secolo XI sino alle ultime costruzioni barocche ad opera dell'ordine dei Minimi di San francesco di Paola, come la cella campanaria al di sopra dello pseudo-nartece, eliminato dal Dillon.
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