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E furon detti BRIGANTI... (Volume II)

di Antonio Nicoletta
Mito e realtà della conquista del Sud

Con questo libro è la prima volta che viene proposta un'antologia della storia del Risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale.

Il 22 Marzo 2001, presso il Caffè Letterario delle Giubbe Rosse a Firenze, è stato presentato il secondo volume de: "E furono detti briganti...- mito e realtà della Conquista del Sud" di Antonio Nicoletta.
L'incontro si è svolto nell'ambito del ciclo "..e se Garibaldi.." curato da Guido d'Andrea ed il relatore è stato il Professor Silvio Calzolari.
Presente l'Autore, alla presentazione è seguito un vivace dibattito che ha focalizzato soprattutto la parte sostenuta dalla massoneria inglese, di cui Garibaldi era gran maestro, nel processo di conquista e colonizzazione degli stati preunitari.

Il libro può essere richiesto alla casa editrice "Il Cerchio - Iniziative editoriali" Via Gambalunga 91 47900 Rimini - Tel. 0541 21158 - e-mail: ilcerchio@iper.net - www.ilcerchio.it
Oppure direttamente all'Autore: Dr Antonio Nicoletta- Via Palestro, 58 96014 Floridia Sr
Tel. 0931/941356 - cell.0339/8759058 - e-mail: antonio.nicoletta@tin.it

Nel suo insieme l'antologia è espressione di una ricerca di verità misconosciute o ignorate dalla storiografia ufficiale, da oltre un secolo a questa parte impegnata a costruire il supporto ideologico allo stato centralistico.

Che cos'era il Regno delle due Sicilie al tempo della sua indipendenza, mentre era governato dai Borbone? E ciò nei suoi aspetti sociali, economici, produttive? Quali la sua burocrazia, il suo esercito, la sua marina, il suo rapporto con la cultura e con il popolo? Quali i motivi del suo crollo? Quali le conseguenze? Quale il significato di dieci anni di resistenza bollati semplicisticamente come brigantaggio?

Le risposte vengono puntuali, ragionate, documentate. Non manca in esse il fervore polemico, ma il loro tono non prende mai i caratteri della faziosità. Cifre, statistiche, fonti imparziali supportano ogni affermazione e pertanto inducono alla riflessione e accompagnano il lettore col smplice richiamo al buonsenso.

Le antiche popolazioni delle Due Sicilie devono cogliere l'occasione per rivendicare istituzioni politiche e configurazioni giuridiche capaci di rappresentarne le vocazioni e di garantirne il destino. Un libro come questo di Antonio Nicoletta è un prezioso contributo perchè questa affascinante prospettiva si realizzi.

PREFAZIONE
Con questo libro è la prima volta che viene proposta un antologia della storia del Risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se nefa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d'Italia durante e dopo l'unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio Di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta. Nel suo insieme l'antologia è espressione di una ricerca di verità misconosciute o ignorate dalla storiografia ufficiale, da oltre un secolo a questa parte impegnata a costruire il supporto ideologico allo stato centralistico. Che cos'era il Regno delle Due Sicilie al tempo della sua indipendenza, mentre era governato dai Borbone? E ciò nei suoi aspetti sociali, economici, produttivi? Quali la sua burocrazia, il suo esercito, la sua marina, il suo rapporto con la cultura e con ilpopolo? Quali i motivi del suo crollo? Quali le conseguenze? Quale il significato di dieci anni di resistenza bollati semplicisticamente come brigantaggio? Le risposte vengono puntuali, ragionate, documentate. Non manca in esse il fervore polemico, specialmente nelle molte lettere ai giornali, scritte prevalentemente da Antonio Nicoletta. Ma il loro tono non prende mai i caratteri dellafaziosità. Cifre, statistiche, fonti imparziali supportano ogni affermazione e pertanto inducono alla riflessione e accompagnano il lettore col semplice richiamo al buonsenso. Ma, difronte alle rievocazioni spesso erudite e a volte accorate dei fasti delle Due Sicilie, molti si domandano se questa ricerca delle proprie radici serva a qualcosa in un mondo che sembra avviarsi ad una sempre più piatta uniformità nei costumi, nei gusti, nei consumi, nelle aspirazioni.
Antonio Nicoletta risponde che la storia intanto cifornisce un recupero di dignità e di orgoglio. Può aggiungersi che comporta anche un recupero di identità. Allora l'interrogativo verte proprio sulla utilità o meno ai nostri giorni di questa rivendicazione della specificità. Non v'è chi non veda come, mentre si afferma l'egemonia del cosiddetto "villaggio globale", rispetto al quale le nazioni e gli stati rinunciano o vengono privati difrazioni sempre più ampie di sovranità, vada emergendo nei popoli, per un naturale istinto di difesa, il senso di ciò che si è rispetto ad altri e del diverso ruolo che si intende svolgere nel contesto internazionale. Ne è prova la profonda crisi che investe, specialmente in Europa, gli stati costruiti sul modello napoleonico, a loro volta sviluppo ed esito dei precedenti regimi assolutistici. L'esperienza di questo secolo che finisce, segnato da dissennate mire nazionalistiche ed espansionistiche e da conflagrazioni planetarie, comporta ormai la presa di coscienza della necessità di un ridimensionamento dei rapporti tra i popoli ispirato a una visione organica, complementare, rispettosa delle reali scaturigini e vocazioni di ciascuno di essi. In questo quadro le antiche popolazioni delle Due Sicilie non possono restare inerti. Devono cogliere l'Occasione per rivendicare istituzioni politiche e configurazioni giuridiche capaci di rappresentarne le vocazioni e di garantirne il destino. Un libro come questo di Antonio Nicoletta è, in conclusione, un prezioso contributo perché, al di là di sterili nostalgie ma aderente alla realtà d'oggi, questa affascinante prospettiva si realizzi.

SILVIO VITALE


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